Nudo proprietario ed usuffruttuario


NUDO PROPRIETARIO ED USUFRUTTUARIO, CHI PAGA CHE COSA CON RIFERIMENTO ALLE SPESE CONDOMINIALI? Prima dell’entrata in vigore della legge n. 220/2012 (riforma del condominio) , l’art. 67 disp. att. c.c. (terzo e quarto comma) affermava che l’usufruttuario esercitava il diritto al voto per questioni di ordinaria amministrazione oltre al semplice godimento di cose e servizi comuni; per quanto riguardava opere di innovazione, ricostruzione ed altri interventi di natura straordinaria, il diritto al voto spettava al nudo proprietario. Con l’entrata in vigore della sopracitata legge, la situazione è cambiata e il nuovo art. 67 disp. att. c.c. (ottavo comma) recita: “il nudo proprietario e l’usufruttuario rispondono solidamente per il pagamento dei contributi dovuti all’amministrazione condominiale.” L’amministratore, dunque, nel caso si trovi di fronte ad un debito da parte di una unità immobiliare gravata da usufrutto, potrà chiederne il pagamento ad entrambi i soggetti (nudo proprietario ed usufruttuario) indistintamente. È importante conoscere il contenuto degli artt. 1004-1005 c.c. che andiamo ad analizzare: Art. 1004 Spese a carico dell’usufruttuario Afferma che le spese e gli altri oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione della cosa sono a carico dell’usufruttuario, come anche le riparazioni straordinarie rese necessarie dall’inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione, il compenso dell’amministratore e tutte le spese d’uso. Art. 1005 Riparazioni straordinarie Le riparazioni straordinarie sono a carico del proprietario: sono quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte, la sostituzione delle travi, il rinnovamento (per intero o per una parte notevole) dei tetti, solai, scale, argini, acquedotti, muri di sostegno o di cinta. Sono a carico del nudo proprietario le spese inerenti l’impermeabilizzazione del lastrico (salvo il caso di intervento dovuto a trascuratezza dello stesso) come anche ad esempio un adeguamento normativo degli impianti anche se non è esplicitato nell’art. 1005 c.c.; tuttavia l’art 67 disp. att. c.c. (sesto comma) recita che “l’usufruttuario di un piano o porzione di piano dell’edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all’ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni”, pertanto la messa a norma degli impianti non è riconducibile ad interventi di manutenzione ordinaria, né tantomeno a quelli di semplice godimento delle cose e dei servizi comuni. L’usufruttuario deve corrispondere al proprietario, durante l’usufrutto, l’interesse legale in corso delle somme spese per le riparazioni straordinarie.
Monique Granata