Secondo la commissione tributaria si applica la cedolare secca anche anche se l'inquilino è una società

 

La Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, con la sentenza numero 470/03/14 depositata il 4 novembre 2014, ha creato un importante precedente: se l’immobile è di categoria catastale abitativa, e se l’uso che se ne fa è abitativo, la opzione cedolare è applicabile anche qualora l’inquilino intestatario del contratto sia una società. Parliamo quindi delle locazioni che in gergo sono definite “uso foresteria”, sebbene giuridicamente questa categoria non esista.

 

La differenza in termini fiscali è cospicua. La impossibilità di optare per la cedolare in caso di “inquilino società” è puntualizzata nella famosa circolare della agenzia delle Entrate numero 26E del 01/06/2011, al punto 1.2, paragrafo sei. Ma sia la natura dell’atto (è una “circolare”) che la sua stessa intestazione (“Con la presente circolare si forniscono chiarimenti...”) dimostrano che questo testo non fa legge, anzi è solo una interpretazione di parte. Anzi, di “controparte”.

 

La legge (Decreto Legislativo 23 del 14/03/2011, articolo 3 comma 4) dava delega al Direttore della Agenzia delle Entrate di emanare “ogni altra disposizione... ai fini della attuazione del presente articolo”. Ma questa delega è stata esercitata nel provvedimento 55394 del 07/04/2011. I successivi e numerosi chiarimenti, interpretazioni, precisazioni non sono legge. Ecco perché la circolare 26E, sopra citata, non è legge.

 

I giudici tributari, dunque, attenendosi alla legge (ed alla delega esercitata nel provvedimento 55394) hanno rilevato che si può optare per la cedolare anche se l’inquilino è una società, fermi i presupposti sopra riportati e gli altri di legge.